Questionario: Classi di pericolosità e limiti igienistici


Questionario per la preparazione dell’esame previsto per il rilascio dell’autorizzazione all’acquisto dei prodotti fitosanitari Molto Tossici, Tossici e Nocivi.

N.B. Risposta Esatta

Classi di pericolosità e limiti igienistici

13. Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario molto tossico?

AK. con una croce di Sant’Andrea in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio

AL. con scritto, in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza “prodotto molto tossico”

AM. con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio, la sigla «T+» e la scritta molto tossico

14. Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario tossico?

AN. con una croce di Sant’Andrea in un riquadro rettangolare di colore gaillo-arancio e la scritta nocivo

AO. con scritto, in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza “prodotto tossico”

AP. con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio, lasigla «T» e la scritta tossico

15. Cosa significa il parametro della dose letale 50 (DL 50)?

AQ. il 50 % del prodotto può essere letale

AR. la dose che uccide il 50 % degli animali da esperimento sottoposti al trattamento

AS. la dose da diluire al 50 % per avere un’azione letale

16. Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario nocivo?

AT. con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un quadrato rettangolare di colore giallo-arancio e la scritta “veleno”

AU. con la sola scritta nocivo, senza disegni particolari

AV. con una croce di Sant’Andrea nera in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio , la sigla «Xn»e la scritta nocivo

17. La croce di Sant’Andrea si trova solo su prodotti nocivi?

AW. no, anche sui prodotti irritanti

AX. sì

AY. la croce di Sant’Andrea indica prodot t«i tossici»

18. I prodotti fitosanitari irritanti hanno sempre un intervallo di sicurezza più breve rispetto ai prodotti fitosanitari molto tossici?

AZ. sì, perché non sono velenosi

BA. dipende dall’andamento stagionale

BB. no, l’intervallo di sicurezza non dipende solo dalla classe di pericolosità del prodotto fitosanitario

19. Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario «irritante»?

BC. con una «I» maiuscola, inserita su di un quadrato di color arancio

BD. con una croce di Sant’Andrea nera su di un quadrato color arancio, la sigla “Xi” e la scritta irritante

BE. non viene contrassegnato

20. Il tempo di carenza è indicato in etichetta?

BF. sì, sempre

BG. a discrezione della ditta produttrice del formulato

BH. no, mai

21. Cosa si intende per intervallo di sicurezza?

BI. l’intervallo espresso in giorni che deve intercorrere tra un trattamento e l’al tro

BJ. l’intervallo di tempo espresso in giorni che deve intercorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta o la messa in commercio di derrate alimentari immagazzinate

BK. l’intevrallo di tempo espresso in giorni dopo il quale diventa accessibile il terreno trattato

22. Che cosa è il tempo di rientro per l’operatore agricolo?

BL. l’intervallo di tempo tra il trattamento eseguito con un prodotto sistemico ed il suo assorbimento all’i nterno della pianta

BM. l’intervallo di tempo tra il trattamento e il rientro nell’area trattata per svolgere attività lavorative senza mezzi protettivi

BN. l’intervallo di tempo tra il momento in cui si esegue il trattamento e il rientro in azienda

23. Se si rende necessario eseguire un trattamento in prossimità della raccolta, quale tipo di prodotto occorre impiegare?

BO. un prodotto fitosanitario che non venga assorbito per via cutanea per evitare rischi a carico della salute di chi esegue la raccolta

BP. un prodotto fitosanitario che possieda un tempo di carenza inferiore a quello fra il trattamento e la presumibile data di raccolta

BQ. qualsiasi prodotto fitosanitario purché il prodotto raccolto venga lavato accuratamente prima della vendita

24. Cosa si intende per limite di tolleranza?

BR. il residuo massimo di prodotto fitosanitario consentito sui prodotti agricoli freschi o sulle derrate immesse al consumo

BS. la quantità massima di prodotto fitosanitario che è possibile distribuire in campo senza arrecare danni all’ambiente

BT. la dose massima di prodotto fitosanitario tollerata dalla pianta affinché non si verifichino delleustioni o comunque fenomeni di fitotossicità

25. L’intervallo di sicurezza di un prodotto fitosanitario varia se viene diminuita la concentrazione di impiego

BU. diminuisce riducendo la quantità di acqua impiegata

BV. diminuisce proporzionalmente alle concentrazioni

BW. non varia

26. Il lavaggio e la conservazione dei prodotti ortofrutticoli successivi al trattamento, modificano l’intervallo di sicurezza di un prodotto fitosanitario applicato in campo?

BX. scompare il periodo di sicurezza

BY. rimane inalterato il periodo di sicurezza

BZ. il periodo di sicurezza viene ridotto

27. Nel caso di vegetali destinati alla trasformazione industriale o surgelati, si deve o no tenere conto dell’intervallo di sicurezza?

CA. no, se i prodotti vengono lavati con acqua calda

CB. sì, sempre

CC. no

28. Che cosa si intende per residuo ammesso o limite di tolleranza di un prodotto fitosanitario?

CD. la percentuale di sostanza attiva presente nel prodotto commerciale

CE. la quantità massima di prodotto fitosanitario che può essere presente sui prodotti destinati al’alimentazione

CF. la quantità di prodotto fitosanitario che rimane nella botte al termine del trattamento

29. Dovendo fare un trattamento su coltura ortiva a raccolta scalare….

CG. bisogna sempre rispettare i tempi di carenza

CH. non bisogna rispettare i tempi di carenza in quanto la raccolta è scalare

CI. isogna rispettare i tempi di carenza soltanto per l’ultima raccolta

30. Se si effettuano trattamenti della frutta in post-raccolta, prima di immetterla sul mercato è necessario…

CJ. pulirla in maniera che non restino tracce evidenti del trattamento

CK. rispettare assolutamente i tempi di carenza

CL. lavarla se si utilizza prima del giorno di scadenza del periodo di sicurezza

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